lunedì 5 marzo 2007

Antonio e le donne.

E le donne, questa cosa a cui per troppi anni Antonio non aveva seriamente badato se non per il bisogno fisico? [...] Le incontrava, gli sembravano creature irraggiungibili, era inutile pensarci, tanto non gli avrebbero badato. Ma gli altri. Agli altri, ai suoi amici, queste creature irraggiungibili sorridevano, parlavano, dicevano di sì. Gli amici gli raccontano senza dar peso che la stupenda fusta del bar, l'entraineuse, la mannequin, gli raccontano di averle agganciate, portate a spasso, a pranzo, a letto, come la cosa più semplice del mondo. Anche lui le ha viste, le conosce, le ha desiderate ma ogni volta si è detto che idee assurde, mai e poi mai quella là ci starebbe. Così è passato loro accanto senza osare, impettito nella sua dolente dignità e adesso è diventato troppo tardi.
Una cosa tanto facile. Uno scherzo. Anche ragazze bellissime e superbe, che quando passano le case si voltano a guardarle. Basta saperci fare. Lui non ci ha saputo mai. Solo che lui gli rivolga una parola quelle sembrano seccate, i suoi stessi sguardi gli danno fastidio, subito, appena egli le fissa, voltano la testa dall'altra parte sempre così. Soprattutto quelle che gli piacevano di più. Altre magari erano gentili, si mostravano disposte. Mai le donne che a lui piacevano di più. Mai le ragazzine proterve dal faccino rincagnato, le puttanelle dalla grinta dura, le imperiose maschiette di periferia, le subdole e assonnate fanciulle dagli sguardi sornioni e allusivi. Le vedeva con gli altri, a braccio degli altri, al tavolo degli altri, in automobile con gli altri e se lui le fissava, infastidite voltano la testa dall'altra parte sempre così. E con che uomini erano? Dei miliardari, dei divi del cinema, degli apollo? No. Magari erano degli scafessi qualsiasi senza arte né parte, o con la pancia, o analfabeti capaci di parlar solo di calcio, dei volgari, brutti anche ma evidentemente avevano il piglio giusto conoscevano le due tre cretinate che piacciono alle donne e pensandoci gli veniva una rabbia un dispiacere un rimpianto ormai senza veleno, tanto! Ormai anche a saperci fare è troppo tardi.
(D. Buzzati, Un amore)

sabato 3 marzo 2007

Vertigine

A quest'altezza il vento
spira ad una velocità
impressionante.
Lo sento scorrere
tra le mia dita protese
nel vuoto mentre
i miei lineamenti
vengono deformati
da una mano invisibile.
Gli occhi sono ormai
delle fessure, impotenti
al cospetto della potenza
della natura.
Ancora pochi istanti e
tornerò li,
dove tutto ha avuto
origine.

Deify-Disturbed

All my devotion betrayed
I am no longer afraid
I was too blinded to see
How much you've stolen from me

You want to know why I feel so horrified?
I let my innocence die
You want to know why I can't be pacified?
You made me bury something
I won't be sleeping tonight

I only wanted a blessing made
Now I've been labeled a renegade
It seems so clear now what I must do
You're no immortal
I won't let them
Deify you
They view you as the new messiah
Deify you
Renew belief in some demented man (or man)

You want to know why it seems the passion has died?
We've all been living this lie
You want to know why my will has been fortified?
You've made me hunger again
Good luck sleeping tonight

I only wanted a blessing made
Now I've been labeled a renegade
It seems so clear now what I must do
You're no immortal
I won't let them
Deify you
They view you as the new messiah
Deify you
Renew belief in some demented man (or man)

All my devotion betrayed
I am no longer afraid
I was too blinded to see
How much you've stolen from me

Deify you
They view you as the new messiah
Deify you
Renew belief in some demented man (or man)

Roulette by SOAD

I have a problem that I cannot explain,
I have no reason why it should have been so plain,
Have no questions but I sure have excuse,
I lack the reason why I should be so confused,

I know, how I feel when I'm around you,
I don't know, how I feel when I'm around you,
Around you,

Left a message but it aint a bit of use,
I have some pictures the wild might be the deuce,
Today you saw, you saw me you explained,
Playin the show and running down the plane,


I know, how I feel when I'm around you,
I don't know, how I feel when I'm around you,
I know, how I feel when I'm around you,
I don't know, how I feel when I'm around you,
Around you, Around you, Around you...

giovedì 1 marzo 2007

Ho sonno

Fate silenzio.
Sto cercando
di addormentermi.
Per non svegliarmi
mai più.

martedì 27 febbraio 2007

Vita

Passi non vista,
in mezzo a tanta gente
t'aggiri, a volte viva
a volte, in veste di fantasma
sicura vai
incontro a quel destino
che nessuno ha mai scritto,
ne indicato.

Strada

Strada,
deserta di gente
che ancor non coglie
il senso della vita,
strada assolata
dall'infinita incertezza
del futuro
e tinta del sudore
di chi resta.

Sahara

Sul cielo notturno
le nuvole
la sabbia del deserto
i miraggi, ad un tratto,
divennero ricordi
negli occhi.

martedì 20 febbraio 2007

Barista fulminata.

Mercoledì scorso ero in quel di Torino. Dovendo fare ritorno in quel di Pinerolo, mi recavo in un uno dei bar di Corso Vittorio Emanuele II per acquistare un biglietto per quel di Pinerolo. Mi imbattevo in una barista fulminata con la quale avevo uno scambio di battute che mi lasciava, a dir poco, attonito!
"Mi da un biglietto per Pinerolo per cortesia?"
"2 euro e 65."
"Sa dirmi da dove parte?"
"Cosa?"
"Il pullman."
"Per dove?"
"Per Pinerolo!"
A quel punto un avventore del bar,mosso a compassione dal mio sguardo inebetito, col suo lieve accento sabaudo mi diceva:
"Guardi, sta partendo proprio ora, giusto qui di fronte, se si sbriga forse riesce a prenderlo neee..."
Cara barista, di cui ignoro il nome, fossi in te, eviterei di esagerare con la bagna cauda.

Numero simpatico.

Avere il numero di telefono in comune con una clinica privata non è il massimo della vita. Già, il numero è praticamente identico, se non fosse per quella differenza di una sola cifra nel prefisso. Sorvoliamo su quelli che sbagliano numero( e che sbagliano almeno 2 volte di seguito...), sorvoliamo anche su quelli che, pur sbagliando numero restano convinti che li stia prendendo per il culo( eppure il numero è quello...). Non posso tacere invece su quelli, e sono tanti, che, a qualunque ora del giorno e della notte, non domandandosi minimamente se il numero digitato sia corretto o meno, iniziano a chiedere le cose piu' assurde. C'è chi si pronota per una gastroscopia, chi per un'endoscopia, chi vuol sapere se i valori delle analisi sono nella norma, chi vuole avere notizie del parente ricoverato da tempo immemore e del quale si sono perse ormai le tracce. Le persone a marchio Amplifon sono le peggiori. Prima che si riesca a interromperle riescono a raccontarti tutta la loro stramaledetta vita. Corredata ovviamente di ogni malanno possibile e immaginabile. In quei casi non si puo' nemmeno pensare di chiudere il telefono. No no...quel maledetto trillo ricomincerebbe a perforarti le tempie dopo pochi secondi. Ci sarebbe sempre quella stridula vocina all'altro capo del filo e ti beccheresti pure del maleducato per esserti permesso di interrompere la comunicazione. Una soluzione praticabile potrebbe essere quella di cambiare numero no? Sono d'accordo anche io ma poi rischierei di sentirmi dire:
"Che fine hai fatto? Sono giorni che provo a chiamarti ma il tuo telefono è irraggiungibile!"
In effetti, quella di cambiare numero non mi sembra un'idea malvagia...